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Quando e come indagare sulla attendibilità del teste

La questione della attendibilità del teste è uno dei motivi per i quali la giurisprudenza in principio preferisce non fare influenzare lo svolgimento di un processo da una testimonianza. Sovente capita infatti che il testimone esponga delle affermazioni non veritiere riguardo a quanto asserisca di aver assistito, e questo avviene principalmente perché questi è personalmente interessato agli esiti della vicenda giudiziaria per un suo proprio ritorno. Un giudice e/o un avvocato hanno diversi elementi per riconoscere una situazione di inattendibilità del testimone (concetto che è bene non confondere con la capacità a testimoniare) nel momento in cui espone la propria versione dei fatti: la contraddittorietà dei dettagli forniti, così come l’incompatibilità degli stessi con fatti certi e comprovati, rende il testimone sospetto e non attendibile nelle sue dichiarazioni; allo stesso modo, anche delle tesi lacunose e prive di dettagli fondamentali (o ricche invece di particolari o giudizi non richiesti), esposizioni oltremodo esitanti o delle versioni dei fatti sempre troppo uguali a se stesse sono segnali che portano la giustizia a diffidare del teste.

Questo però non sempre è sufficiente per scartare in via definitiva le affermazioni di un testimone, il quale anche se in mala fede potrebbe comunque risultare convincente. In questo caso, avvalersi di un servizio di indagini professionali si rende utile per fugare ogni dubbio suscitato da chi chiamato a testimoniare su un possibile coinvolgimento economico, emotivo o di altra natura con una delle parti, ed eliminare così un motivo di incertezza nella decisione finale del giudice, oppure favorire il lavoro dell’avvocato della parte che subisce le rappresentazioni del testimone.

Case history: attendibilità del teste

Nel caso preso in esame P&P Investigazioni veniva contattata da uno studio di avvocatura che, impegnato nel sostenere una causa intentata dal proprio cliente, si dimostrava dubbioso sull’attendibilità di uno dei soggetti chiamati a testimoniare in favore della difesa. Il caso riguardava un incidente avvenuto in un cantiere a cielo aperto in una zona trafficata di una grande città, in cui un manovale alla guida di un carrello elevatore su un manto scivoloso per la pioggia registrata in quei giorni, ne perdeva il controllo e finiva in una cavità nel terreno, distruggendo il mezzo e riportando delle lesioni gravi ma non fatali. L’uomo faceva dunque causa alla società incaricata della manutenzione del mezzo, rea a suo dire di non averne controllato con la dovuta perizia l’impianto frenante. Pur essendo emersa con facilità la documentazione relativa all’avvenuta revisione, i danni riportati dal veicolo a causa dell’impatto rendevano impossibile la verifica diretta sulla meccanica. La difesa presentava dunque a testimoniare un uomo che affermava di aver assistito all’incidente, e che forniva una versione dei fatti che faceva figurare la vittima dell’incidente come colpevole di una manovra imprudente. La testimonianza offerta risultava fredda e convincente, e accreditava dunque un fondamentale vantaggio a favore della difesa; tuttavia, lo studio di avvocatura si trovava insospettito da un paio di passaggi nella tesi del teste, la quale aveva un carattere eccessivamente tecnico per provenire da una parte totalmente estranea ai fatti. Rivolgendosi alla nostra agenzia, lo studio intendeva verificare le presunte competenze del testimone, al fine di trovare eventuali coinvolgimenti dell’uomo con la società di manutenzione.

Indagini per attendibilità del teste

P&P Investigazioni si metteva dunque ad analizzare il profilo del testimone per trovare qualche possibile legame con la difesa. Per prima cosa si esaminava il profilo professionale dell’uomo per verificare se questi fosse assunto a qualsiasi livello nella società di manutenzione, o se avesse mai lavorato in precedenza con la stessa, ma in un primo momento non pareva esserci alcun tipo di collegamento in tal senso. Successivamente l’indagine porta a focalizzarsi sull’eventualità di una parentela con qualcuno dei dirigenti dell’azienda, ma anche in questo caso non si trova riscontro. Nel tempo però, esaminando le attività dell’azienda, si viene a scoprire che il testimone risultava assunto come figura poco in evidenza in un’azienda terza che riforniva la società accusata a cadenza annuale di alcune importanti componentistiche; data l’onerosità della commessa risultava dunque evidente l’interesse di tale azienda nella salute della società di manutenzione.

Esito delle indagini

Lo studio di avvocatura ha dunque potuto presentare le informazioni ottenute in favore del proprio cliente. Esaminati i fatti, il giudice ha reputato non attendibile la tesi del testimone, riconoscendo la sua parzialità negli interessi coinvolti, e l’episodio è risultato determinante nella decisione finale.

Se nutrite qualche dubbio riguardo alla attendibilità del teste e volete richiedere il nostro servizio di indagini dedicato, contattate P&P Investigazioni.

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