INDAGINI ASSENTEISMO DIPENDENTI

Indagini Licenziamento per Assenteismo

La legge accorda alle aziende italiane la tutela contro l’assenteismo dei dipendenti. L’Art. 2119 c.c. prevede, infatti, la possibilità di recedere da un contratto “prima della scadenza del termine, se il contratto è a tempo determinato, o senza preavviso, se il contratto è a tempo indeterminato, qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto”. Lo strumento del licenziamento per assenteismo è quindi riconosciuto dalla legge.

Assenteismo sul lavoro: far valere i diritti dell’azienda

Spesso, tuttavia, il datore di lavoro trova grandi difficoltà nel far valere i propri diritti in assenza di prove reali e documentate che comprovino l’assenteismo sul lavoro.

La divisione Corporate Investigations di P & P INVESTIGAZIONI S.r.l. conduce mirate attività d’indagine sull’assenteismo, allo scopo di reperire e documentare tutti quegli elementi di prova utili a legittimare il licenziamento nei confronti del dipendente scorretto, e in particolare in funzione dell’individuazione delle cause di assenza e/o di comportamenti opportunistici ed incompatibili con il rapporto di lavoro, per dimostrare:

  • Se i dipendenti svolgono un doppio lavoro
  • Se le assenze per malattia del dipendente siano effettive o siano da considerarsi ingiustificate
  • Se i permessi parentali, disciplinati dalla Legge n. 104/1992, e sindacali siano oggetto di corretta fruizione
  • Se i lavoratori dipendenti, in regime di cassa integrazione, prestino attività lavorativa in altre aziende, percependo guadagni nascosti, in frode alla legge.

Assenteismo dipendenti: quando è lecito investigare?

La lotta all’assenteismo da parte dei datori di lavoro è consentita entro certi limiti necessari a garantire i diritti fondamentali del lavoratore, come quello alla privacy.

La legge permette al datore di lavoro, pubblico e privato, di predisporre dei controlli fiscali a cui il lavoratore non può sottrarsi pena la perdita della retribuzione dei giorni di malattia e sanzioni disciplinari che possono arrivare, gradualmente, fino al licenziamento per assenteismo.

Il lavoratore ha l’obbligo di farsi trovare dal medico nel proprio domicilio durante le cosiddette fasce di reperibilità, più lunghe per i lavoratori pubblici, più brevi per i lavoratori privati. Ciò vale, in caso di malattia, anche durante le vacanze e perfino all’estero. Al di fuori da queste fasce il lavoratore potrebbe anche uscire di casa ma non solo gli è proibito svolgere un’altra attività lavorativa, regolare o in nero, ma deve comunque tenere una condotta che non sia incompatibile con il suo stato di cattiva salute (sebbene il datore di lavoro non abbia il diritto di conoscere la diagnosi della malattia ma soltanto la prognosi, cioè la durata) o che possa aggravare la malattia o ritardare la guarigione e il rientro sul lavoro.

Il datore di lavoro può predisporre gli opportuni controlli affinché tali disposizioni vengano rispettate, con personale interno ovvero attraverso il ricorso ad agenzie di investigazione privata, che svolgono attività investigativa munite della prescritta licenza rilasciata dalla Prefettura territorialmente competente.

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